Home Cronaca di Torino MI-TO: il servizio di trasporto pubblico però non funziona.

MI-TO: il servizio di trasporto pubblico però non funziona.

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Essere un amante della cosiddetta musica d’Arte a Torino è un’enorme fortuna; parrà strano a coloro che vedono in Torino una città chiusa e stagnante.

Al contrario, Torino è musicalmente viva e vegeta, internazionale e varia come pochissime altre città italiane, grazie soprattutto all’impegno di meritevoli mecenati e organizzatori instancabili e capaci. Certo non guasterebbe davvero se i trasporti pubblici aiutassero. Un esempio su tutti? Quel festival  che tutta Italia ci invidia: Settembre Musica.

Da qualche anno  onori e luci della ribalta sono da dividersi con la cugina Milano. Questo passo  è stato causa di una ferita nell’orgoglio del fiero musicofilo torinese che si vedeva prima “rubata” l’identità di un vanto tutto cittadino e poi messi a confronto i programmi del Festival per Mi e To si rendeva conto che la macchina delle meraviglie musical-culturali made in To riservava il meglio alla neo arrivata Mi.

I motivi sono tanti e difficili da indagare ma almeno uno può essere ravvisato nella maggior visibilità internazionale che una città cosmopolita come Milano avrebbe garantito al Festival. Il ragionamento è giusto se la qualità del cartellone continua a mantenersi sugli standard vertiginosi degli anni passati,  il pubblico pare più numeroso e capita di imbattersi in appassionati musicofili provenienti da mezza Europa accorsi a Torino per gustare le prelibatezze musicali che dal 3 al 22 Settembre vengono proposte nelle variegate locations che MiTo prende in prestito alla città.  E’così che si possono incrociare appassionati russi, tedeschi, olandesi, inglesi e giapponesi mischiati tra il migliaio di spettatori habitué e non che a fine concerto, uscendo in estasi dall’Auditorium del Lingotto e dirigendosi verso la provvidenziale fermata della neonata metro rischiano di trovarsi davanti una porta chiusa: Metro chiusa, fine servizio alle 23.25.

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Le alternative ci sono s’intende, seppure aspettare almeno venti minuti un tram non sia il massimo della vita, però spiace notare come anche quello che viene spesso definito un fiore all’occhiello della città come MiTo, dia l’impressione di esser trascurato in termini di logistica del trasporto urbano, tenendo conto soprattutto che il pubblico di tali manifestazioni è composto in buona parte da persone che la macchina non la usano per svariati motivi.

Recentemente gli orari della metro hanno subito un ritocco soprattutto per quanto riguarda i fine settimana. Ritocco provvidenziale e benvenuto. Ci si chiede se, al di là di modifiche destinate a diventare permanenti, nel frattempo non fosse il caso di accompagnare e aiutare uno dei motivi d’attenzione culturale di cui può vantarsi la nostra città in maniera più, diremmo, “dinamica”.

E. d. T.

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