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VADEMECUM DEL MUSICISTA: la sala prove

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Succede quasi sempre a scuola, durante l’intervallo, nell’oblio della classe che si divide tra chi fa i dispetti alle compagne truccatissime e chi le difende, un crocchio di ragazzetti si sparano nelle orecchie dosi massicce di rock: “ascolta questa”, “che assolo”, “e senti quel passaggio di batteria”.

E’ un breve momento di luce nella grigia mattinata dello scolaro, che dopo l’intervallo si siede dietro al banco fiero e adrenalinico, e guarda i suoi compagni di avventura con occhio complice!

E’ da queste piccole emozioni adolescenziali che nasce una band, da quel piede che non riesce mai a stare fermo durante l’ora di matematica, dall’incisione sulla sedia con la taglierina, da quel senso di ribellione verso i professori o, peggio ancora, verso i compagni perfettini.

E’ così, in un giorno di primavera, ci si trova in due o tre all’uscita di scuola a vomitarsi addosso ogni idea e a pianificare la prima prova della nuova band, della quale la cosa più semplice da determinare è il nome, quella più complicata è il genere musicale!

Ma bastano due ore.

Il più coraggioso del gruppo ha l’arduo compito di telefonare alla sala prove, la stessa dove qualche fratello o amico più grande va sempre con il suo gruppo, quella dove hanno quell’amplificatore Marshall  che si vede sempre ai grandi concerti in TV. Il gioco è fatto, si entra nel vortice e non se ne esce facilmente.

La prima esperienza in sala prove con la band è come la nascita, magari non te la ricordi, ma provoca conseguenze irrevocabili fino alla morte.

L’odore di spugna e muffa che si respira dentro la sala prove è impagabile, quelle pareti spesse e morbide sono pregne di storia; hanno assorbito il volume satanico dell’ampli del chitarrista, qualche scheggia di bacchetta di un batterista pestone, hanno saputo talvolta attutire le stonature del cantante e spesso si sono beccate qualche birra sbadatamente versata… Come rinunciare a tutto questo?

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Per il musicista è una vita di sala prove! Si fanno prove per migliorare, si fanno prove per ritrovarsi tra amici, si fanno prove per non farsi figuracce al concerto o per provare il nuovo cantante, si fanno prove per sviluppare idee su brani inediti, non c’è età o estrazione sociale! Le prove le fanno tutti.

Si potrebbe quasi dire che la sala prove è il baluardo della democrazia musicale.

Dal pop idol newyorkese al gruppetto emo della brianza , dal jazzista francese al metallaro del nord europa, qualsiasi musicista famoso o sconosciuto, prima della performance nel grande stadio, o nella birreria, si riunisce con i propri compagni di avventura per le prove.

Persino Dave Grohl, ex batterista dei Nirvana, ha inciso il nuovo disco dei Foo Fighters nel suo garage, non perché non abbia altre possibilità! Dave ha addirittura indetto un concorso per  i fan: un tour dei garage. Che cuore! Non esiste emozione più grande che vedere la tua rockstar preferita suonare nel tuo garage…

Studio,  garage, cantine, basso fabbricati, stanze di oratorio, camere letto con divani ribaltabili che diventano set di batteria.  Le potete chiamare come volete, ma non potete negare che nella vita di qualsiasi musicista ci sia la sala prove, persino in quella di Dave Grohl!

In fin dei conti puoi suonare in 10 band differenti,  girare tutti gli strumenti, chiappare cachet da mille e una notte, sperimentare dal blues al metal e poi sentirti nobile e raffinato perché suoni fusion, ma la sala prove non te la toglie nessuno.

 

dANI  C

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