Home Cronaca di Torino La nostra “Salerno- Reggio Calabria”

La nostra “Salerno- Reggio Calabria”

6
SHARE
Torino: la nostra Salerno - Reggio Calabria
Torino: la nostra Salerno - Reggio Calabria

Quando sarà finalmente terminato Torino potrà eliminare dal suo volto una cicatrice che l’ha accompagnata per oltre un secolo: per molti il Passante ferroviario è un po’ una  sorta di “Salerno-Reggio Calabria” in scala ridotta.

Per Torino è l’infrastruttura urbana più imponente e costosa del dopoguerra, ma anche un’opera pubblica unica in Italia di importanza strategica per la rivoluzione urbanistica della città.

I lavori sono iniziati nell’ormai lontano 1986 e dovrebbero terminare – il condizionale è d’obbligo – nel 2012. Ventisei anni per interrare i binari della ferrovia e quadruplicare quelli tra Porta Susa e Torino Stura, ricucendo due lati della città da sempre separati e consentendo di ridisegnare 260mila metri quadrati di superficie.

Nei primi anni ’80 Passante era il termine scelto per indicare soltanto l’interramento dei binari nel tratto tra la stazione Lingotto e Porta Susa,  ma ben presto, nell’immaginario collettivo, è passato ad identificare l’intera rete sotterranea che transita dal  Lingotto alla  Stura.

Una volta terminato Torino potrà vantare altri 15km di rete sotterranea e potrà così, contare su un sistema di trasporto regionale e metropolitano più ampio ed efficente grazie alle sette stazioni che si trovano sul tracciato.

Agli indubbi benefici per la città e per la sua vocazione metropolitana fanno però da contraltare i costi e i sacrifici, pagati quasi soltanto dalla cittadinanza.

Torino: la nostra Salerno - Reggio Calabria

Nel corso degli anni nuove tecniche di cantiere e moderne tecnologie si sono affacciate migliorando sì la metodologia, ma finendo inevitabilmente per portare dei ritardi. Né vanno dimenticate le polemiche per quello strano e maleodorante liquido verdognolo che ha fatto gridare alla contaminazione gettando nel panico i quartieri e le case che si affacciano sul percorso del Passante.

Correlato:  Serie A 2015/2016: Toro, non avere paura di essere felice

Se la prima fase è stata quasi del tutto indolore per il tessuto urbano e per i cittadini lo stesso proprio non può dirsi del tratto tra Porta Susa e Stura dove i binari sono stati interrati e fatti passare sotto il corso della Dora.

Non si contano nemmeno più i negozi che negli anni hanno dovuto abbassare le saracinesche, murati dalle paratie dei cantieri e isolati dal resto della città da deviazioni e modifiche viabili. Senza contare che l’isolamento di alcune zone ha favorito il radicarsi della criminalità come accaduto a ridosso di corso Principe Oddone.

Una volta terminato del tutto il Passante la sfida sarà proprio questa. Ricostruire un tessuto urbano e ridare vita ad un angolo, piuttosto cospicuo, della città.

La Redazione di Mole24

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here