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Olimpico & Juventus Stadium: a Torino l’eccellenza delle strutture sportive

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Olimpico & Juventus Stadium: a Torino l'eccellenza delle strutture sportive
Olimpico & Juventus Stadium: a Torino l'eccellenza delle strutture sportive
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In città, dopo l’inaugurazione in grande stile dello Juventus Stadium, c’è un sentimento discordante.

Non solo: contrapposto. Esaltazione totale nella metà bianconera, a dispetto di stagioni non all’altezza nel recentissimo passato; ostentata noncuranza tra le fila granata, con la goliardica (e forse un po’ stonata) promessa di battezzare a modo loro (leggasi: a bastonate) l’impianto dei rivali alla prima occasione.

Oltre i risultati sportivi, l’urbanistica cittadina parla chiaro: se è vero che i bianconeri hanno la loro casa, di conseguenza anche i granata si sono liberati dei loro ingombranti coinquilini.

E quindi Torino è la prima città in Italia ad avere per le sue due maggiori società altrettanti impianti di rilievo nazionale: lo Juventus Stadium è uno stadio di proprietà nella forma e nella sostanza; ma l’Olimpico diventa altrettanto esclusivo, un salotto ad uso e consumo del popolo della Maratona.

C’è poi il sogno, nel caso il Torino di Urbano Cairo riuscisse a trovare le risorse per rilevare dal Comune l’Olimpico, di poter ribattezzare l’impianto “Stadio Grande Torino”, rendendo onore agli eroi di Superga: eventualità non esclusa da un nome che conta nello sport italiano, Mario Pescante, all’atto dell’inaugurazione dell’Olimpico appena ristrutturato (2006).

Olimpico & Juventus Stadium: a Torino l'eccellenza delle strutture sportive

Le due arene, comunque, rispettano entrambi i più elevati standard europei: sono entrambe nella Categoria 4 UEFA (la massima per funzionalità dell’impianto e standard di sicurezza) e possono entrambe ospitare incontri internazionali (per intenderci, le coppe europee e le partite della Nazionale).

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Unico difetto, in questo senso, la capienza: il Presidente della UEFA Michel Platini ha infatti dichiarato che per ospitare la finale di Champions non si potrà scendere sotto il minimo di 70.000 spettatori.

Dunque, nessuna possibilità per la città di ospitare la partita clou della massima competizione calcistica mondiale a livello di club – ma nessun veto, in proposito, pare sussistere per le finali di Europa League.

Certo, non siamo ancora come Londra, dove ogni club ha il proprio impianto perfettamente inserito nel quartiere e servito in maniera eccellente dai mezzi pubblici; e neppure a Istanbul, dove Besiktas, Galatasary e Fenerbahce hanno ciascheduno il proprio impianto (a conferma dell’arretratezza italiana nella gestione del tema).

Ma Torino anche nello sport prosegue la strada dell’innovazione e degli standard internazionali più avanzati: l’obiettivo è, paradossalmente, il ritorno agli anni ’70, con due fortissime squadre che si danno battaglia tutto l’anno per la vittoria del campionato.

O almeno ai primi anni ’90, con il Toro finalista di UEFA e la Juventus in procinto di inaugurare il ciclo lippiano.

Bei tempi: adesso abbiamo le cornici adatte a riviverli intensamente.

 

Umberto Mangiardi



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