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Torino sempre più schiava di Milano

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Torino sempre più schiava di Milano
Torino sempre più schiava di Milano

I piemontesi sono “Bugia nen” non in quanto pigri e passivi, ma in quanto determinati, fermi e volenterosi. Inutile pretendere che siano pregi riconosciuti, se oggi gli stessi torinesi sembrano aver dimenticato le loro origini.

Un esempio è l’attuale stucchevole tendenza della città della Mole ad essere subalterna a Milano.

Con un’aggravante non da poco: Torino crea e inventa, Milano ruba e si prende i meriti.

In tempi di “MiTo” è una tematica attuale, ma gli esempi sono molteplici: dalla Rai alla moda, passando per le manifestazioni culturali e gli spettacoli.

Dal salone del gusto a Intesa San Paolo, per arrivare fino a Mi-To, manifestazione torinese che ora è stata fatta diventare “inter-cittadina”.

Perché Torino accetta questo?

Un vero peccato.

Torino sempre più schiava di Milano
Torino sempre più schiava di Milano/Ugo Nespolo

Non resta che ricordare con amarezza l’elenco di tutti gli scippi perpretati silenziosamente da Milano.

Cominciamo dal Salone del Gusto: Torino l’ha inventato, l’ha plasmato e l’ha portato al successo, probabilmente senza prendersi troppi meriti e senza farsi eccessiva pubblicità.

Altro pregio dei piemontesi, la misura e la sobrietà. Che, se portati all’eccesso, possono diventare difetti.

Nel caso del Salone del Gusto è stato così, perché il “Milano Food Week 2011”, programmato dal 7 al 15 maggio di quest’anno, ha tanto il sapore di uno scippo.

Il progetto in realtà è nato nel 2009, mentre il Salone del Gusto di Torino ha avuto il riconoscimento ufficiale di mostra internazionale ben 6 anni prima, nel 2003.

Riusciremo a farci scippare da Milano anche questo?

Alcuni giornali, presentando in pompa magna il “Milano Food Week”, hanno titolato “Milano da capitale della moda diventa capitale del gusto”.

E questo fa ricordare che la capitale della moda una volta era Torino.

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E’ stata consacrata come tale nel lontano 1911, in occasione del cinquantenario dell’unità d’Italia, e lo è rimasta fino al secondo dopoguerra.

Rivaleggiava addirittura con Parigi e Londra, non certo con Milano.

L’esposizione internazionale organizzata proprio nel 1911 all’interno del Palazzo della Moda attirà addirittura 7 milioni di visitatori.

Il Palazzo della Moda ha vissuto di luce riflessa fino al 1948, per poi essere ampliato diventando “Torino Esposizioni”.

Di fatto, però, sparendo, esattamente come la storia gloriosa della moda nel capoluogo piemontese.

Torino sempre più schiava di Milano
Torino sempre più schiava di Milano

Pochi sanno che anche la Rai è nata a Torino, il 27 agosto 1924  con il nome di Unione Radiofonica Italiana (URI), ed il primo auditorium Rai d’Italia è stato il teatro di via Verdi, inaugurato nel 1931. Prima dello scippo targato Milano-Roma, la Rai era torinese.

E la Banca San Paolo?

Uno dei più storici e glorioso, se non il più storico e glorioso, istituto bancario italiano.

Orgogliosamente torinese. Nel 2007 si è fuso con Intesa, e di fatto il nome “San Paolo” è praticamente sparito dal linguaggio comune. Quando mai si parla di “titoli Intesa San Paolo”? Forse nei tg, quando se ne ricordano, ma di fatto si tende ad abbreviare il nome in “Intesa” e mai in “San Paolo”.

A Torino è rimasta solo la sede legale, magra consolazione che appare quasi un contentino. Chi è l’amministratore delegato? Corrado Passera, che di torinese ha ben poco.

Se la Fiera di Rho si appresta a “rubare” il Salone dell’autof, ormai tristemente sparito da Torino, dopo aver già organizzato una Fiera dell’Auto in India, il Motor Match 2011, il festival “MiTO settembre musica” è un vero scippo mai identificato come tale.

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Già, perché ciò che dal settembre 2007 è “MiTo”, negli anni precedenti era solo “To”. Il festival “Settembre musica” è nato nel 1978 per iniziativa e volontà del compianto Giorgio Balmas, e fino al 2006 ha portato la musica “colta” a Torino, fuori dalle sale da concerto. Un vero fiore all’occhiello tutto torinese, che per il quinto anno consecutivo si dovrà organizzare in coabitazione con Milano.

Va bene l’Expo 2015, ma mancano solo il Salone del Libro, il Museo dell’Automobile ela Fiat, e poi Milano si prende proprio tutto.

Riccardo Ghezzi

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