Home Cronaca di Torino Giocolieri di strada: un piacevole diversivo nel traffico?

Giocolieri di strada: un piacevole diversivo nel traffico?

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Si chiama Umberto.

Ma per tutti è “Capelli” il ragazzo che, una volta finito il suo numero di giocoleria, decido di intervistare al semaforo di corso Regina Margherita per saperne un po’ di più di quest’allegra novità

“C’è chi cerca a volte con invadenza di pulirti il vetro, chi vuole venderti girandole e accendini, io offro pochi secondi di intrattenimento e sorrisi e ti allungo il cappello solo se vedo che ti va di lasciarmi una monetina; il mio palco? La strada”.

Umberto è uno dei tanti ragazzi che spesso vediamo ai semafori alle prese con palline rotanti, clavette infuocate, cerchi, nasi rossi e buffe bombette nere in testa.

Sono per lo più i giovani della scuola d’arti e formazioni circensi Flic di Torino cui si accede mediante audizioni annuali le cui otto ore quotidiane di lezione non permettono agli allievi molte alternative di lavoro se non quello di esibirsi e fare pratica per le strade.

Proprio le strade, ottimi campi pratica se pensiamo che il circo nacque proprio da lì agli inizi del ‘700.

Torino Giocolieri di strada: un piacevole diversivo nel traffico?
Torino Giocolieri di strada: un piacevole diversivo nel traffico?

La “tradizione” della giocoleria al semaforo deriva molto probabilmente dal Sud America, dove è consuetudine incontrare nel caotico traffico cittadino vari personaggi che si destreggiano in giochi circensi, per poi passare con il cappello tra le auto prima dello scatto della luce verde.

A Lima c’è una scuola di circo e teatro, che tra i vari corsi ne ha addirittura uno che ha l’intento di formare i ragazzi di strada per fare show ai semafori. Capelli, (soprannome di cui è facilmente intuibile il motivo di accostamento data la stravagante e lunghissima capigliatura “dread”), mi dice di studiare e allenarsi dalle cinque alle otto ore al giorno in materie che variano dall’equilibrismo alla giocoleria, dal trapezio al verticalismo, dalla danza alla ginnastica acrobatica ecc.

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Nella capitale, tempo fa era entrata  in vigore un’ordinanza comunale che vietava di esercitare “mestieri non autorizzati sul suolo pubblico e di turbare il traffico”. Il provvedimento colpiva i lavavetri, che potevano essere puniti con una multa di circa 100 €, ma coinvolgeva anche i giocolieri.

Tale disposizione creò un po’ di scompiglio. A parte le opinioni contrarie o favorevoli da parte delle varie forze politiche e i problemi che toccano questioni relative all’integrazione sociale e culturale, si rischiava di associare la giocoleria, intesa come arte, con altre attività che si praticano per strada.

Tra i giovani giocolieri che esprimono le loro abilità ai semafori, c’è chi lo fa per una scelta artistica, affermando che si tratta di un modo per divertire gli automobilisti stressati dal caos della metropoli, di un’incursione fantasiosa nella quotidianità, e chi lo fa per motivi economici o per fare esperienza.

Torino Giocolieri di strada: un piacevole diversivo nel traffico?

Ciò emerge anche dalle opinioni di alcuni allievi delle scuole italiane di Circo come Umberto stesso mi conferma: la nuova legge desta, infatti, delusione per la poca rilevanza che si dà al lato artistico della giocoleria e alla mancanza di spazi in cui allenarsi, senza proporre delle soluzioni alternative.

La differenza con la piazza è molta, ma i giovani artisti, pur non avendo personalmente praticato la giocoleria a semaforo, pensano che possa essere un luogo per provare a relazionarsi con il pubblico, per rompere il ghiaccio e sperimentare nuovi tricks.

poi dare importanza alla professionalità, distinguersi, mettendo in mostra le capacità tecniche, presentandosi in modo ordinato, con una certa competenza anche nella scelta dei costumi, del trucco e nel savoir faire. Combattere l’errato preconcetto che avvicina l’arte di strada all’accattonaggio. Pregiudizio ideologico da abbattere.

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L’arte di strada ha bisogno dei suoi spazi, per incontrare la realtà, farla brillare di meraviglia, e tingerla di colore, forse con più tempo e dedizione di un salto dal rosso al verde.

Saluto Umberto, gli ho “rubato” troppi rossi; lo saluto, lui si toglie il cappello, mi fa un inchino e con una ruota raggiunge il centro della strada.

Ecco che ricomincia lo spettacolo!

 

Laura Savina

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