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La mia scoperta della Bartolomeo & C

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“Stamattina ho visto un anziano clochard seduto, insieme al proprio cane, sotto i portici di via Roma.Fra le mani stringeva un cartello che recitava così: senza difese, ma con la gioia di vivere

Il post pubblicato da  un’amica sulla propria bacheca di facebook è stato d’ ispirazione per scrivere questo  articolo su una delle più importanti realtà nel campo del volontariato di Torino:  la Bartolomeo& C.

La storia di quest’ultima credo sia abbastanza nota, ma repetita iuvant.

L’associazione viene fondata da Lia Varesio nel 1979, prendendo il nome da un barbone morto di freddo nel centro storico della città. Il tragico destino di  quel barbone però è un punto di svolta,  prima di allora, infatti, Lia si era  limitata ad offrire  un po’ di compagnia ai senza tetto.

Da quell’ evento nasce, invece, forte la volontà di strutturare questa attività di volontariato,aprendo una prima sede fissa vicino alla stazione di Porta Nuova. E da quel lontano 1979 sono stati fatti passi da gigante.

Oggi la Bartolomeo& C  grazie all’impegno di una trentina di volontari  gestisce le seguenti strutture: un punto di accoglienza e ascolto in via Camerana 10/a (la sede dell’associazione); un dormitorio, denominato “Il Bivacco”, in via Saluzzo 9/a con una quindicina di posti letto; un centro diurno in via Camerana 8, nel quale può ricevere ospitalità chiunque non abbia un posto dove andare di pomeriggio  e infine una casa con cucina e 4 posti letto, in cui vengono ospitate mediamente 3 o 4 persone che si trovano in difficoltà economiche e familiari.

Al di là di quello che fa l’associazione (i dettagli si possono trovare sul sito www.bartolomeo.net), è mio interesse capire l’aspetto sociale del lavoro dei volontari. Riesco così  ad ottenere un appuntamento con un membro dell’associazione,  Stefano, che è alla Bartolomeo da 15 anni.

Ci incontriamo in un bar del centro. E dopo i soliti convenevoli e presentazioni, parto subito con la prima domanda, forse un po’ scontata.

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“Perché hai deciso di fare il volontario?”

 “Se sei credente è perché fa parte del tuo credo, aiutare il prossimo. Se non sei credente lo fai per un senso civico.”

 La semplicità della risposta mi lascia un attimo senza parole.

Sentendo queste parole penso che il mio articolo prenderà forma facilmente, le sue frasi devono solo essere scritte. Stefano, infatti,  utilizza delle frasi semplici, ma che racchiudono un mondo.

Alcune ho deciso di riproporle così come me le ha dette perché sono talmente efficaci nella loro semplicità che è  sufficiente starle a leggerle  senza aggiungere parole.

“Cosa fate concretamente? Ho letto del dormitorio, delle ronde, del centro di ascolto, ma cosa fate esattamente?”

 “In via Camerana, dove c’è la sede, tu suoni e la porta si apre. Entri e c’è qualcuno che ti ascolta.”

Quello che mi spiega è che ogni giorno passano in via Camerana dalle 60 alle 70 persone in difficoltà, con le problematiche più disparate: tossicodipendenti, clochard, persone sole, senza lavoro, senza una casa, emarginati. Il vero problema però, al di là delle perdite materiali, è che i più disperati  perdono la capacità d’interagire con ciò che li circonda.  Insomma, non hanno più rapporti sociali.

Il supporto dei volontari della Bartolomeo & C. a queste persone, al di là dell’aiuto materiale (ad esempio la distribuzione del cibo), consiste nel cercare di sostenerle in un percorso di risalita, aiutandole a ristabilire i contatti ricominciando la propria vita dal basso. Per esempio.  anche solo riottenere i propri  i documenti personali  all’anagrafe.

Nel caso delle visite di conforto compiute la notte, invece, i volontari si presentano ai clochard per  tenere  loro compagnia, scambiare due parole, offrendo qualcosa di caldo da bere o una coperta.

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Insomma, danno loro la possibilità di parlare e raffrontarsi con qualcuno.

In sintes: accoglienza e ascolto, un aiuto concreto per  cercare di tornare ad una vita normale

“Cosa ti lascia questa esperienza?”

“Ogni persona che incontri ti dà qualcosa. Ti cambia. In questi 15 anni alla Bartolomeo & C. io sono cambiato, in meglio. E questo grazie alle persone che ho incontrato, e ai sentimenti puri che mi hanno trasmesso”.

“L’impegno dei volontari?”

“Variabile, a seconda della disponibilità personale. L’importante è che sia costante. Io ad esempio al mese faccio due sere, un sabato pomeriggio e una notte.”

Stefano poi mi parla a lungo di Lia Varesio, della sua figura carismatica, del suo impegno e della sua determinazione. Capisco immediatamente che vuole che scriva di lei nel mio pezzo  Se lo merita,  quello che ha fatto questa donna  è sotto gli occhi di tutti.

E solo una persona speciale poteva creare un’associazione di questo tipo che, va ricordato, vive di sole donazioni e non ha finanziamenti da alcun ente.

Stefano mi confessa anche che quando è deceduta  nel 2008 hanno avuto paura: lei era la vita dell’associazione.  Ma  si sbagliava perché in ogni discorso dei volontari c’è Lia, sul loro depliant delle attività c’è Lia, sul loro sito c’è Lia. Una grande donna  che non è più presente  fisicamente, ma che ha lasciato una grande eredità.

Saluto Stefano e lo ringrazio per la disponibilità, mi reco verso la cassa per pagare e  quando esco dal bar lo noto per l’ultima volta  allontanarsi, tra la gente.

Tra persone che come me e lui hanno un lavoro, una famiglia, dei colleghi con cui confrontarsi, degli amici con cui confidarsi, dei vicini con cui scambiare due chiacchiere, dei parenti con cui condividere la giornata, delle persone con cui ridere e piangere.

Aspetti quotidiani, forse dovuti,  che per questo si danno troppe volte per scontati e che portano spesso ad ignorare  che  questa normalità è negata a molti,

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Cì sono persone che non hanno una casa, non hanno un lavoro, ma quel che è peggio è che non hanno niente in termini di rapporti umani, non hanno una vita di relazioni.

Nessuno con cui scambiare una parola, soli al mondo senza punti di riferimento.

E capisco, così, all’improvviso  che è proprio questa l’aiuto più più prezioso che viene offerto dai volontari della Bartolomeo & C.:i cercano di dare ascolto a chi non ha più nessuno, di offrire un sorriso a chi non ne riceve più e di regalare qualche ora di normalità ad una vita che normale non lo è più.

Continuo a guardare verso Stefano, ma ormai non lo distinguo più dagli altri.

Invisibile tra la gente come tutti i volontari di qualunque associazione, ma che come loro, per citare le parole di Lia Varesio, “ha smesso di chiedersi cosa fare per gli altri, ha smesso di fare lo spettatore ed è diventato protagonista attraverso il suo impegno concreto e quotidiano”.

 Patrizia Bodrero

Ps. Alla Bartolomeo & C. per essere di aiuto si può anche solo portare qualcosa da mangiare, o articoli per la toilette, o vestiti in via Camerana 10/a. Esiste un elenco preciso di generi che si possono portare, basta contattarli.

 

 

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