Home Musica VADEMECUM DEL MUSICISTA: il sangue dei torinesi

VADEMECUM DEL MUSICISTA: il sangue dei torinesi

1
SHARE
Piatto del giorno, musica alla torinese
Piatto del giorno, musica alla torinese

Il “sangue” dei torinesi lo chiamano.

In gergo musicale il “sangue” è quell’energia riconoscibile a chiunque, la rabbia e la passione che infuoca l’anima, tutte qualità proprie degli artisti torinesi.

Non è una questione di genetica e non ci si può nemmeno limitare a chiamarlo talento… è  la strada.

E’ “sulla strada” che  Kerouac posizionò gli eroi della beat generation, la stessa strada al limite tra la libertà assoluta e la tragedia sulla quale sfrecciavano le “custom” di Easy Rider, una strada spietata ma estremamente stimolante.

Ce l’abbiamo un po’, noi musicisti torinesi, questa attitudine alla strada e ce la invidiano.

Forse siamo una città con ritmi più lenti rispetto alle capitali della schizofrenia e dell’arrivismo, ma proprio per questo ci soffermiamo con maggiore attenzione sui nostri passi, inalando a fondo l’odore dell’asfalto e, nelle armonie della nostra musica, nei ritmi scomposti delle canzoni è possibile rivivere l’intensità del nostro viaggio.

Torino è, in fin dei conti, una realtà in continua evoluzione, la nascita della metro, l’incremento delle aree pendonali, l’espansione urbanistica, il crescente turismo, è una città che passo, passo assorbe gli elementi propri di una grande metropoli, non per questo subendoli passivamente, anzi, prendendone parte.

Il musicista è un piccolo punto e, in questo vortice di tumulti, cerca un angolo di luce per raccontare la propria storia e lasciare un segno tangibile della sua esistenza. Locali, circoli, festival, house concerts, concorsi, rassegne, l’artista è perennemente alla ricerca di un posto dove esibirsi, dove realizzare lo show, battendosi per due monitor spia, qualche media e un cachet minimo che gli possa permettere di cambiare le corde alla chitarra e pagare la sala prove.

Correlato:  Levante: da Torino il tormentone musicale dell'estate 2013?

Non è un momento di gloria, è solo una spinta ad andare avanti a credere ancora e una scusa per appiccicare un altro adesivo della band nel cesso.

Ma, come si dice in questi casi, il posto più buio è sotto la candela, è proprio “On the Road” che il musicista può trovare la massima espressione artistica. Capita raramente, passeggiando per TORINO, imbattersi in musicisti di strada, o meglio, capita, ma sono sempre gli stessi!

Eppure esiste una regolamentazione specifica, che fornisce disposizioni chiare, in merito alle attività artistiche di strada.

“L’esercizio dell’attività artistica di strada non è soggetta alle disposizioni in materia di occupazione di aree e spazi pubblici solo quando è esercitata:
a)  nello stesso luogo per una durata non superiore a due ore, trascorse le quali un’eventuale nuova esibizione dovrà avvenire a non meno di duecento metri lineari di distanza o a non meno di due ore dalla fine della precedente esibizione;
b)  senza l’impiego di palcoscenico, platea, sedute per il pubblico e attrezzature diverse dagli strumenti tipici dell’attività stessa;”- 
art. 31 del Regolamento COSAP (n.257).

Come a Londra, a New York, a Parigi, anche a Torino è possibile ricavarsi due ore di show, addirittura dotati di una piccola amplificazione, purchè sia alimentata a pile.

Basta con gli inviti su Facebook per tirare un amico in più dentro il locale, chi vuole può venire in Piazza!

Il pubblico sarà quello di passaggio e il valore dell’artista si misurerà in base a quanti curiosi si fermeranno ad applaudirlo.

Perché lottare per un misero rimborso spese dato dal gestore di un locale in continua lotta con le spese se è possibile fare cappello?

Correlato:  La festa della Musica da oggi protagonista a Torino

L’art. 4, comma 2, lettera H, D.lgs. 114/98 dichiara espressamente che chi vuole vendere i propri cd lo può fare a patto che siano autoprodotti, che si tratti di musica propria e che non sia venda altro.

Insomma, la musica può essere liberamente usufruita a Torino malgrado i preconcetti e la disinformazione.

Il musicista di strada è addirittura ben visto dall’amministrazione, come asserisce Ilda Curti (assessore politiche di integrazione Comune di Torino) in una recente dichiarazione: I musicisti di strada nello spazio pubblico credo contribuiscano a renderlo piacevole e vivibile, anche rassicurante.” e ancora, “credo anche che vedere le piazze di Torino affollate di persone che ascoltano un gruppo di ragazzi con il violino che suonano Vivaldi possa anche generare un sorriso.”

DANI  C.

 

SEGUICI ANCHE SU:

                                           

Commenti

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here