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Al Regio di Torino la prima rappresentazione della Bohème (che fu un fiasco)

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Al Regio di Torino la prima rappresentazione della Bohème (che fu un fiasco)
Al Regio di Torino la prima rappresentazione della Bohème (che fu un fiasco)

La Bohème, opera in quattro quadri del compositore lucchese Giacomo Puccini, è stata rappresentata per la prima volta al Teatro Regio di Torino il 1° febbraio del 1896, diretta dall’allora giovane Arturo Toscanini.

Dopo questo primo allestimento se ne contano, almeno, 25 realizzati presso l’ente lirico torinese. E proprio a Torino l’opera, tratta dalle Scènes de la vie de Bohème di Henri Murger, sulla vita di un gruppo di giovani artisti nella Parigi del 1830, tornerà nuovamente in scena dal 6 al 17 marzo 2012, con l’orchestra diretta da Massimo Zanetti e sotto la supervisione artistica di Vittorio Borrelli. Quest’ultimo  riprenderà l’allestimento curato per l’edizione del centenario (1996) da Giuseppe Patroni Griffi, che vide nei panni del poeta Rodolfo il Maestro Luciano Pavarotti.

Al Regio di Torino la prima rappresentazione della Bohème (che fu un fiasco)

Le cronache del tempo raccontano di liti avvenute tra Puccini e Ruggero Leoncavallo, poiché entrambi stavano lavorando allo stesso soggetto. 

Il libretto, a cura di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, ebbe quindi una gestazione alquanto complessa, per la difficoltà di adattare le situazioni ed i personaggi del testo originario alla partitura di un’opera musicale, infarcita di numerosi tagli e varianti che Puccini esigeva. Al debutto, l’opera ebbe successo di pubblico, ma la critica torinese espresse qualche perplessità: per Carlo Bersezio, Bohème è «l’errore di un momento».

Un giudizio, forse, dovuto al fatto che (si dice) Toscanini non amasse particolarmente la musica di Puccini, il quale, in occasione della terza rappresentazione – al Teatro Massimo di Palermo – ridusse il II° atto – Quartiere Latino – conferendo così all’opera un proprio equilibrio.

Roberto Mazzone

 


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