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Piero e gli altri amici: la festa della musica made in TO

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Più duemila persone che gridano in coro rivolti verso il cielo: Torino è la mia città.

E’ questa l’immagine del concerto  per ricordare Piero Maccarino, insieme a Caterina Farassino e tutti gli amici  scomparsi nel corso degli anni, svoltosi in una città in cui si dice “ non succede mai niente”, ma che in barba alla “freddezza ed incomunicabilità tra la gente” – canzone  cantata dallo stesso Piero negli anni dei Rough,  capostipite tra le punk band torinesi dei primi ’80 ed il cui  logo faceva capolino sul palco – ieri sera ha mostrato il suo lato migliore

Piero, per tutti lo zingaro, è stato il primo fonico per la maggior parte dei gruppi esibitisi alla discoteca Cacao del parco del Valentino.  Non solo un musicista preparato, ma soprattutto un amico pieno di vitalità con idee anticonformiste ed un personaggio di spicco della curva Maratona –  altro grande amore il Toro insieme alla musica –  ricordato come meglio non si poteva dagli Statuto con la canzone “un fiore nel cemento”.

“Piero lo skin dallo sguardo da duro, ma il cuore enorme” – come ricordato appunto sul palco dall’intimo amico Oskar degli Statuto –  continua ad essere il simbolo per tutti i musicisti di questa città che ancora credono di poter essere come lui:  fiori nel cemento, rudi perché cresciuti in una metropoli difficile, ma sempre disposti a farsi in quattro per aiutare chi ha bisogno

E sotto questo ideale, in un clima gioioso e partecipativo,  un unico fiume di mani hanno accompagnato e scandito le oltre 5 ore del concerto in cui si sono esibiti tutti i migliori gruppi, – indipendenti o meno – della città.

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Mani capaci di accompagnare tutti gli stati d’animo della serata, di sostenere il  i cantanti durante lo stage diving, così come di seguire le ritmiche che sono andate in crescendo, alternando  blues,  al jazz, al rock ed  allo ska fino all’esibizione  principali musicisti delle ultime decadi : Statuto, Africa Unite, Casino Royale, Fratelli di Soledad e Linea 77.  Il tutto senza dimenticare l’arrivo di Samuel dei Subsonica, in un cameo a sorpresa, con questi ultimi, che ha infiammato ancora di più il pubblico del Cacao

Tutti  gli artisti si sono esibiti gratuitamente per sostenere le cause dell’Ugi (Unione dei genitori italiani) e della Fondazione Caterina Farassino, ( che in onore della fotografa del rock organizza eventi benefici per raccogliere fondi per i bambini meno fortunati)

 Insomma, Piero, anche per i tanti giovanissimi che non hanno avuto la possibilità di conoscerlo, continua a vivere nell’underground non solo musicale di questa città che, a discapito dei tanti luoghi comuni sulla freddezza e distaccamento dei propri abitanti, ieri sera ha saputo di nuovo riunirsi e celebrare  proprio tributo a chi ,con il proprio impegno, è riuscito ha lasciare un segno durevole ed anticonformista sulla nostra società.

 

Luca Calderan

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