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L’impianto c’è, le società sportive no!

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Torino: l'impianto c'è, le società sportive no!
Torino: l'impianto c'è, le società sportive no!

Nel quartiere Pozzostrada, incastonato nei130.000 metriquadri del parco Ruffini sorge, in viale Bistolfi, il PalaRuffini.

Se il parco risale agli anni venti, l’inaugurazione risale al 31 dicembre 1925 quando venne battezzato “Parco  Gerolamo Napoleone Bonaparte, il palazzetto risale ai festeggiamenti del centenario dell’unità d’Italia. Nell’immediato dopo guerra l’area verde verrà intitolata al giurista, ex Ministro e professore universitario Francesco Ruffini, che darà quindi il nome anche all’impianto sportivo.

E’ il 1961 quando viene inaugurato il palazzo dello sport: l’architetto Annibale Vitelozzi lo progetta molto simile al romano PalaLottomatica, che egli stesso aveva qualche anno prima contribuito a costruire insieme a Pierluigi Nervi.

Fino alla costruzione del Pala Stampa e poi, più recentemente, del Palasport Olimpico, il “Ruffini” è stato il centro polisportivo di riferimento della città: nella sua arena hanno vissuto il loro momento d’oro basket e pallavolo, nei folgoranti anni ’80, quando da una parte l’Auxilium Torino veleggiava stabilmente nelle zone alte della serie A, e dall’altra il Cus Torino mieteva successi sul territorio nazionale, tanto quanto su quello internazionale.

Poi anche tanti concerti ed eventi sportivi di alto lignaggio (da Miles Davis nel ’71, ai Genesis e ai The Police nell’80, fino ad Elisa e Pino Daniele negli anni 2000, passando per la finale di Coppa Europa di basket del ’93), fino ad essere messo in ombra dalle due più recenti costruzioni. Il palazzetto viene così aperto ai ragazzi, ospitando le fasi provinciali e regionali dei giochi della gioventù, per poi riaprirsi sporadicamente al grande pubblico per qualche evento di livello come la fase a gironi della World League di pallavolo, tanto per riempire una volta ogni tanto gli spalti per il resto semideserti.

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Torino: l'impianto c'è, le società sportive no!

Ma per tornare stabilmente ad ospitare squadre che contano serve un intervento che porti la struttura ai livelli non solo di accoglienza, ma anche di sicurezza degli impianti più moderni. E così nel 2001 vengono stanziati i fondi per la ristrutturazione, che termina nel 2004.

Tre anni di lavoro necessari ad adeguare l’impianto alle normative di legge, cancellare gli effetti del tempo dalle infrastrutture e trasformare il palazzetto in un vero polo multiuso, capace di ospitare appuntamenti sportivi, concerti e altre manifestazioni.

Il rinnovato Palasport dispone di quasi 4.500 posti a sedere, un’acustica a prova di auditorium, che consente all’impianto di essere utilizzato anche per spettacoli musicali, tre palestre riservate al riscaldamento degli atleti, sale Vip, stampa e conferenze, camerini per gli artisti e spazi commerciali.

Adesso il Palasport è veramente pronto a riaprire le porte a eventi di alto livello, sportivi e non. Nel 2007 Paolo Bellino, presidente di Torino Olympic Parck, società che si occupa di gestire gli impianti sportivi torinesi da quando il capoluogo sabaudo ha ospitato i Giochi Olimpici invernali nel 2006, riesce a portare a Torino la finale di Uleb Cup di basket che si disputerà proprio al PalaRuffini l’anno successivo: il grande basket mancava dalla finale di Coppa Europa del ’93. Sarà un successo sportivo ed organizzativo, il trampolino di lancio per un ritorno in grande stile del palazzetto nel gotha dello sport.

Dalla stagione sportiva 200-2010, infatti, al Ruffini è di scena la PMS, squadra di basket che proprio su quel parquet è adesso arrivata in serie A dilettanti (la seconda serie nazionale) e si prepara a lottare per arrivare nel massimo campionato. E’ invece di pochi mesi fa l’ufficializzazione dell’accordo con il Chieri Volley femminile che da questa stagione giocherà proprio nell’impianto di viale Bistolfi, riportando così anche la pallavolo di alto livello al Ruffini. Così, circa trent’anni dopo l’Auxilium e il Cus, a Torino e in particolare al PalaRuffini, si torna a respirare aria di grande sport. Che sia solo l’inizio di una rinascita non solo dell’impianto, ma anche dei cosiddetti sport minori a Torino, se lo augurano tutti gli appassionati di sport

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Emanuele Olivetti

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