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Torino: metropolitana nuova, ma tecnologia obsoleta

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La prima volta che a Torino si parlò di metropolitana correva l’anno1936.

In pieno Ventennio fascista gli ingegneri avevano sondato la possibilità di realizzare un sistema di trasporto sotterraneo come a Milano o Roma.

Non se ne fece nulla e di metropolitana si tornò a parlare seriamente solo nei primi anni ’90 del secolo scorso. Un bel giorno il sindaco Castellani vide recapitarsi sulla scrivania uno studio con il quale i dirigenti dell’allora Atm delineavano le previsioni di traffico sull’ipotetica linea uno della metropolitana. La solerzia dei dirigenti fu premiata con uno scroscio di risate e tanta diffidenza.

Passano gli anni, la metropolitana diventa realtà e nell’arco di pochi mesi ci si rende conto che quei dirigenti avevano pienamente ragione, che calcoli e previsioni erano giusti e forse meritavano di essere presi in considerazione.

Oggi infatti il numero di passeggeri giornalieri sfiora quota 130mila, più del 20% degli ingressi e spostamenti quotidiani in città.

Torino Metro nuova, ma tecnologia obsoleta

Merito soprattutto del fatto che la metropolitana torinese è un piccolo gioiello, un miracolo di ordine, pulizia e sicurezza. Scenario diametralmente opposto alle sporche, mal frequentate e insicure stazioni del metrò di Milano o di Roma.

Il giocattolo però rischia di rompersi proprio per l’eccessivo utilizzo. Già oggi la linea 1 è al limite della capienza e il problema non ha molte soluzioni, per non dire nessuna. Questioni di sicurezza impongono di non aumentare i treni nelle ore di maggiore affluenza.

Di treni più lunghi o capienti non se ne parla neanche, le stazioni e l’intera linea sono stati pensati appositamente per i convogli in servizio e le dimensioni non sono modificabili in alcun modo se non costruendo ex novo tutta la linea, ed è pura utopia.

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Che cosa potrebbe accadere nel giorno in cui la linea 1 dovesse collegarsi alla sorella linea 2 o al sistema ferroviario regionale?

Torino: metropolitana nuova, ma tecnologia obsoleta

Molto probabilmente si avrebbe un collasso di quel modello di perfezione che attualmente è la metropolitana torinese.

Collasso o no, intanto c’è chi è venuto fin dalla Corea per copiare, se così si può dire, questo felice modello e replicarlo a casa propria.

Qualche mese fa il sindaco e i funzionari della cittadina di Uijeongbu, Corea del Sud, accompagnati dai tecnici torinesi  del Gtt e dai funzionari di Palazzo Civico hanno voluto ammirare da vicino il metrò sabaudo per riproporlo in patria. Una rapida visita per importare la metropolitana automatica nella cittadina coreana. Unica differenza rispetto a casa nostra i coreani vorrebbero anche guadagnarci dalla metropolitana.

 

La Redazione di Mole 24

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