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Consolatrix et patrona, a Torino semplicemente la chiesa Consolata.

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Consolatrix et patrona, per i torinesi semplicemente Consolata.

La Vergine Maria che da secoli protegge la città, con il tempo, è stata oggetto di un curioso caso di inversione del nome.
L’iscrizione che si legge sul pronao della chiesa – capolavoro del barocco piemontese – la indica come Consolatrix afflictorum ovvero consolatrice degli afflitti, secoli di abitudini vernacolari l’hanno resa la Consolata.

Quasi come se fosse la Vergine a dover essere consolata e non il contrario.

Consolatrix et patrona, a Torino semplicemente la chiesa Consolata.

Al di là delle disquisizioni puramente etimologiche i torinesi le sono molto affezionati e devoti. E’ a lei che si sono sempre rivolti nei momenti più duri della storia cittadina ed è grazie a lei che li hanno spesso superati.

E’ accaduto durante l’assedio del 1706 quando la posizione del santuario attirava come una calamita le cannonate degli assedianti franco-spagnoli e lo testimonia la lapide che sulla facciata indica il colpo di un proiettile.

Lei che vigila dall’alto sui torinesi però è rimasta intatta, impermeabile alla violenza dell’uomo e ha protetto l’intera città ispirandola in una strenua resistenza che è rimasta nella storia.
La storia del santuario è antichissima e affonda le radici addirittura nel V secolo  d.C. quando il vescovo Massimo fece erigere una chiesetta a sant’Andrea con annessa cappella contenente un’immagine della Vergine.

Ed è proprio dalla storia legata ad un’icona sacra che trae origine la devozione dei torinesi.

Consolatrix et patrona, a Torino semplicemente la chiesa Consolata.

Si dice che nei vari ampliamenti della chiesa l’icona sia andata perduta.

Un cieco, al secolo Giovanni Ravacchio, proveniente da Briancon giunse in pellegrinaggio a Torino sostenendo che la Madonna gli era apparsa in sogno dandogli indicazioni per reperire l’immagine. Il pellegrino dovette insistere per convincere i vescovi ma seguendo i suoi suggerimenti l’icona venne ritrovata e lui ritrovò la vista.

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Il miracolo avvenne il 20 giugno 1104.

Da allora ogni 20 giugno i torinesi si stringono attorno alla loro Vergine e le rendono omaggio con una processione che parte e termina al santuario.

La Redazione di Mole 24

(Immagini tratte dal sito ikol22.com)

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