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Mole Antonelliana: da sinagoga a simbolo della città di Torino

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Mole antonelliana: da sinagoga a simbolo della città Torino
Mole antonelliana: da sinagoga a simbolo della città Torino

E’ il simbolo di Torino, ma non tutti conoscono le sue origini. Si staglia nel centro della città, ma pochi conoscono la sua storia .

Ovviamente si parla della Mole Antonelliana, icona che rende riconoscibile la città sabauda in tutto il mondo. Se molti non ne conoscono i primi passi, almeno chi la città deve raccontarla ai turisti, stranieri e non, sarebbe tenuto a saperli. Dovrebbe, perché non sempre è così.

In uno di questi giorni in cui Torino è in fermento  e soprattutto prova ad esserlo dal punto di vista turistico, ci è capitato di incrociare una comitiva turistica proprio nei pressi della Mole.

La truppa è capitanata da un giovane “Cicerone”.  Ci troviamo sotto l’imponente stazza della Mole e la guida turistica racconta la storia del monumento: “La Mole  inizialmente fu progettata senza un preciso scopo…”. Questo l’incipit del racconto. Da far venire i brividi.

 Mole antonelliana: da sinagoga a simbolo della città Torino

Perché la storia della Mole è particolare proprio nel suo curioso inizio: originariamente la costruzione antonelliana doveva essere una sinagoga.

Nel 1863, infatti, quando prendono inizio i lavori di costruzione, il re Carlo Alberto ha appena ufficialmente concesso la libertà religiosa e la comunità ebraica vuole subito realizzare in città un proprio luogo di culto.

Ma Antonelli suggerisce troppe modifiche al progetto: su tutte l’innalzamento della costruzione fino a 113 metri, 47 oltre l’idea originale (ora si erge per 167 metri, che ne hanno fatto per molti anni il monumento in pietra più alto d’Europa).

L’innalzamento della quota provoca però anche un’impennata dei tempi di realizzazione e in particolar modo dei costi.

 

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Mole antonelliana: da sinagoga a simbolo della città Torino

Costi che la comunità ebraica non è intenzionata a sostenere.

Così nel 1869 l’opera viene terminata con un tetto provvisorio. Passano quattro anni e la comunità ebraica torinese scambiala Molecon un altro terreno dove costruire la sinagoga.

Da lì ripartono i lavori che vedono il loro completamento nel 1889, ad un anno dalla morte dell’architetto, che quindi non ha mai visto la sua idea realizzata.

Da questo breve racconto potete capire la mia reazione attonita di fronte alla spiegazione a dir poco  sommaria  su un monumento a noi torinesi particolarmente caro.

Ora si staglia anche sulla moneta da due centesimi: più o meno il valore del nostro  sprovveduto  “ Cicerone”.

 

La Redazione di Mole24

 

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